CRISI ALITALIA, INTERVENTO DURO DI CONFEDERCONTRIBUENTI

Alitalia il vettore aereo italiano è in crisi, le considerazione e incertezze dopo il no dei lavoratori

Un vettore aereo nazionale serve a indirizzare e attrarre flussi turistici, commerciali ed economici. Tante migliaia di lavoratori e un grande indotto non possono essere dispersi: l’Italia che vive di turismo e cultura non può restare senza una compagnia al servizio del sistema Paese ma il “sacrificio” richiesto ai lavoratori ovvero un pre-accordo tra sindacati e azienda da parte dei 12mila dipendenti,  attraverso un referendum non è stato approvato.

Alitalia è comunque una azienda privata. Di fronte alle continue e serie difficoltà il governo ha incoraggiato più volte  gli azionisti italiani e stranieri ad impegnarsi in un nuovo piano industriale e in una forte ricapitalizzazione della società.

Dalla Presidenza del Consiglio giunge chiaro il messaggio che non ci sarebbero le condizioni per nazionalizzare l’azienda mentre il ministro Calenda  propone un prestito ponte da 300-400 milioni per garantire 6 mesi di attività e la successiva vendita.

“E’ assolutamente vergognoso buttare alla deriva una azienda di interesse nazionale come è vergognoso che i dipendenti a cui non sarebbero importate le sorti della compagnia, possano godere dei privilegi ed indennità economiche  a spese dei contribuenti italiani. Come è inaccettabile quello che è avvenuto nel 2015 a seguito delle dimissioni volontarie da A.D. di Alitalia  Silvano Cassano che per solo 9 mesi di attività ha incassato 2,4 milioni di euro di buonuscita” – interviene in merito il presidente nazionale di Confedercontribuenti Carmelo Finocchiaro.

Annunci

Un pensiero su “CRISI ALITALIA, INTERVENTO DURO DI CONFEDERCONTRIBUENTI

  1. Il fallimento dell’Alitalia è speculare alla crisi, pure fallimentare, dell’intero sistema politico-economico e morale del nostro Paese. Per uscire da questo pantano, ritengo sia necessaria una vera e propria “rivoluzione copernicana” dell’assetto costituzionale e amministrativo attualmente in vigore; un progetto che possa veramente scuotere il Popolo Italiano dall’apatia in cui è piombato a causa di Partiti e Sindacati, ancora dominati da obsolete ideologie ottocentesche, del tutto inadatte ad interpretare le nuova esigenze di una Società in continua evoluzione. Il punto centrale delle riforme costituzionali è costituito dalla necessità per la Comunità Nazionale di riappropriarsi della SOVRANITA’, monopolizzata dai Partiti e dai Sindacati mediante l’occupazione di tutti gli Organi vitali dello Stato, da cui hanno spolpato ogni risorsa materiale e morali, una volta autodefinitesi gli esclusivi interpreti delle aspirazioni e dei bisogni del POPOLO; affermazione questa palesemente falsa, in quanto un vero REGIME DEMOCRATICO, per potersi considerare veramente compiuto, oltre al pilastro: “partitico-elettivo” deve necessariamente poggiarsi anche su quello “qualitativo-selettivo”.

    Su tale presupposto l’Ipotesi di una “NUOVA COSTITUZIONE”, va fondata sui seguenti PRINCIPI: 1) realizzazione di un compiuto regime democratico in cui nei procedimenti di elaborazione e approvazione delle norme giuridiche per assicurare una concreta rispondenza agli interessi dell’intera Comunità vi sia l’apporto, qualificato sul piano culturale e professionale, di cittadini designati dalle Categorie professionali, produttrici di beni e di servizi, estranei alla militanza nei Partiti e nei Sindacati; 2) attribuzione della Personalità Giuridica di diritto privato alle FORMAZIONI di PARTITO e SINDACALI; 3) riduzione del numero dei membri delle Assemblee elettive con limite di partecipazione nei relativi Consessi a due sole legislature; 4) equiparazione della normativa economica e previdenziale dei membri delle Assemblee elettive a quella comune in materia di lavoro subordinato e comunque assoggettabile a iniziativa referendaria, abrogativa; 5) eliminazione di qualsiasi finanziamento pubblico alle organizzazioni partitiche; 6) istituzione di un Parlamento Monocamerale composto da trecento membri: duecento, espressione delle formazioni di Partito e cento, espressione di una Conferenza Nazionale rappresentativa dei Titolari di cattedra o Associati nelle varie discipline di insegnamento delle Università Statali e Libere, nonché degli Ordini e Associazioni Professionali; 7) attribuzione al Primo Ministro, Capo dell’esecutivo, dei poteri di nomina e di revoca dei propri ministri in numero non inferiore a dieci e non superiore a quindici; 8) elezione del Presidente della Repubblica tra le Personalità, estranee alla militanza nei Partiti, che abbiano dato prestigio alla Patria nel campo della cultura umanistica, scientifica, letteraria e artistica; 9) elezione dei Giudici Costituzionali a mezzo di una Conferenza Nazionale dei rappresentanti delle Università Statali e Libere, del Consiglio Nazionale Forense e dei Dottori Commercialisti; 10) fissazione al trenta per cento dell’aliquota massima applicabile sul reddito netto, tassabile, delle persone fisiche e giuridiche, nel rispetto della principio di progressività delle imposte; 11) eliminazione delle sovrimposte e delle addizionali; 12) applicazione delle aliquote relative alla imposizione indiretta sui consumi e sui trasferimenti con salvaguardia dei beni vitali per l’esistenza; 13) unificazione delle giurisdizioni: ordinaria, amministrativa, contabile e tributaria; 14) fissazione nei vari gradi di giurisdizione di una riserva percentuale di posti agli avvocati e dottori commercialisti; 14) soppressione delle Regioni e delle Province; 15) unione o fusione dei Comuni con popolazione residente inferiore ai ventimila abitanti; 16) istituzione di Conferenze Permanenti in Aree Metropolitane, quali Enti Amministrativi Territoriali di coordinamento e di raccordo intercomunale delle varie attività locali, costituite da un numero di Comuni non inferiore a venti e popolazione complessiva non inferiore ad un milione di residenti; 17) attribuzione diretta a tali Enti di quote di tributi erariali, accertati e riscossi nei rispettivi territori; 18) istituzione di una Conferenza Nazionale Permanente degli Enti Amministrativi Territoriali, per la valutazione comparativa dell’azione amministrativa e gestione dei servizi nelle varie Aree con il compito di individuare i procedimenti più idonei a garantire la migliore efficienza ed economicità nei servizi erogati.

    La realizzazione di tale normativa costituzionale si rende indispensabile per un reale processo di ristrutturazione e risanamento morale e finanziario degli Organi Costituzionali e della Pubblica Amministrazione che possa permettere la riduzione del DEBITO PUBBLICO entro limiti fisiologicamente accettabili ed eliminare, per quanto possibile, l’attività predatoria di congreghe partitocratiche da tempo squalificate.

    Mentre mi dichiaro disponibile per ulteriori chiarimenti e di trasmettere il testo integrale del Progetto, invio le più vive cordialità.

    BIANCA Francesco Carlo (www.nuovacostituzione.it”)

    Inviata da Windows Mail

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...