Confedercontribuenti: riforma appalti nel caos


Riforma appalti, partenza nel caos. Gli atti di gara adottati dalle amministrazioni in forza delle vecchie regole dopo il 19 aprile 2016, data di entrata in vigore della riforma (dlgs 50 del 2016), dovranno essere riaperti e riformulati perché, ad esempio, prevedono il massimo ribasso sopra un milione di euro, che oggi non è più consentito. Non solo. Per gli affidamenti di servizi tecnici si è in presenza di un vero e proprio vuoto normativo. Il nuovo codice, infatti, abolisce la gran parte delle vecchie disposizioni lasciandone però in vita alcune, quali quelle sui requisiti delle società. L’effetto è che al momento è impossibile aggiornare le progettazioni per portarle a livello esecutivo.
Ma andiamo con ordine.
Vecchie e nuove regole. Il chiarimento sull’applicazione delle norme del codice è contenuto in un comunicato congiunto del ministero delle infrastrutture e trasporti e dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) diffuso ieri concernente l’articolo 216 del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50 (il nuovo codice appalti pubblici). Nel comunicato si specifica che le norme del decreto delegato sono applicabili anche se la stazione appaltante ha affidato contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, e alle procedure i cui relativi inviti a presentare offerta siano inviati a decorrere dal 19 aprile 2016.

Fonte: Italiaoggi

 

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