Fisco: Confedercontribuenti, le imprese pagano le tasse anche sui costi sostenuti. Miliardi pagati su utili non conseguiti.

credilombardiaLa lotta all’evasione va condotta fino in fondo, ma sui dati reddituali delle piccole e medie imprese e’ necessaria un’operazione verita’ che faccia emergere le anomalie della normativa fiscale e l’impatto che essa ha per le piccole e medie aziende. Il Presidente di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro presentando il “rapporto 2013 sulla determinazione reddituale per le PMI”denuncia come l‘attuale legislazione impone alle aziende di pagare le tasse non solo sugli utili ma anche sui costi sostenuti. Infatti nel 2013  è aumentata l’indetraibilità per molti costi aziendali, sia dal punto di vista delle imposte dirette che sull’IVA. Caso eclatante riguarda i beni strumentali quali le auto e i relativi costi di gestione, ma anche le nuove deducibilità sul leasing.. Un divieto che produce tasse e incassi per lo stato non sugli utili conseguiti ma sui costi sostenuti. Un’azienda che oggi per effetto della crisi si è indebitata con le banche si vedra’ costretta a non potere dedurre tutti gli oneri finanziari pagati ma lo dovra’ fare in rapporto al volume dei ricavi e se il regime fiscale che adotta e quello semplificato la deduzione degli interessi sara’ pari a zero. Le Pmi risultano, quindi, danneggiate da questo provvedimento, con una quota media di interessi non deducibili pari al 34% del valore degli oneri finanziari, ma che puo’ raggiungere anche punte del 60%. Ad essere penalizzate sono soprattutto le imprese che si sono indebitate per poter investire, oltre a quelle che, a causa dei parametri di Basilea, hanno un costo dell’indebitamento elevato. La questione non riguarda solo gli interessi passivi ma si ripropone rispetto ai costi di carburante, delle autovetture, delle assicurazioni, delle utenze telefoniche e su molte altre voci relative alle spese generali. Gravissima la tassazione IRAP sui costi del personale con un’incidenza media di tassazione del 4,90% e un’incidenza che spesso annulla la possibilità di conseguire utili alle aziende. Secondo lo studio della Confedercontribuenti, la penalizzazione per le piccole e medie aziende, si attesta a circa il 35% del valore dei costi realmente sostenuti. In termini assoluti, la somma ammonta a oltre sessanta miliardi di euro sottratti dal fisco alla detraibilita’, considerata una media ponderata sull’intero scenario delle PICCOLE E MEDIE IMPRESE italiane di circa 15.000,00 euro per soggetto l’anno per le imposte IRES e IVA, mentre l’IRAP resta un capitolo a parte e che consente allo Stato d’incassare decine di miliardi di euro. In questo quadro l’ulteriore aggravante viene anche dagli studi di settore, dove il maggior ricavo viene desunto dal totale dei costi sostenuti e non da quelli effettivamente detraibili. Con l’attuale sistema il fisco si garantisce un recupero di svariati miliardi di euro d’imposte l’anno. E’ necessario per Confedercontribuenti ritornare ad un fisco che rispetti i dettami costituzionali, e che non deroghi, al principio della contribuzione secondo le proprie capacita’ reddituali. Questo consentirebbe un’operazione verita’ sull’effettiva redditivita’ di milioni di piccole imprese.

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