Unione europea: per agevolare le Pmi ridurre il peso degli atti

Sono le piccole e medie imprese le protagoniste della nuova consultazione proposta dalla Commissione europea nei giorni scorsi. Le Pmi e le organizzazioni che le rappresentano, residenti nei Paesi Ue, sono chiamate a rispondere alla domanda “Quali sono i dieci atti legislativi più gravosi per le PMI?”. Entro il 21 dicembre potranno inviare all’esecutivo comunitario le proprie risposte, che verranno successivamente analizzate dalla Commissione e costituiranno le linee guida per interventi futuri.

Le piccole e medie imprese al centro dell’Ue
Servizi, dogane, occupazione e affari sociali, energia, sicurezza dei prodotti, ambiente, contesto delle imprese, fiscalità, protezione dei consumatori, trasporti. Questi i settori, individuati dalla Commissione, a cui le piccole e medie imprese possono fare riferimento, indicando tra questi gli ambiti dove ritengono sia opportuno intervenire per alleggerire il peso della burocrazia. Sul fronte fiscale, gli adempimenti relativi a Iva, accise, altre imposte indirette e dirette vengono indicati come possibili elementi di criticità per l’attività imprenditoriale. Accanto a questi, anche i controlli doganali e le problematiche relative ai servizi erogati a livello transfrontaliero. Con la consultazione, la Commissione prosegue il suo percorso a sostegno delle piccole e medie imprese – di cui il 92% costituito da microimprese – che, secondo documenti ufficiali dell’Unione, rappresentano il 99% del tessuto imprenditoriale  europeo e occupano oltre due terzi della forza lavoro del settore privato. “Pensare anzitutto in piccolo” rappresenta, infatti, il motto delle politiche comunitarie adottate nei confronti delle Pmi già dal 2008, quando la Commissione elaborò una comunicazione intitolata “Small Business Act”. Il testo, modificato successivamente nel 2011, fu proposto con l’obiettivo di incentivare l’attività delle PMI, aiutandole ad affrontare i problemi che possono ostacolarne lo sviluppo.

Passi avanti sulla strada della semplificazione
La consultazione lanciata dalla Commissione rientra in un piano di azione più ampio messo in atto dall’Unione europea per semplificare i rapporti con i cittadini e smantellare gli eventuali ostacoli causati dalla burocrazia. Tra le iniziative più recenti, va ricordata la creazione del portale Trasparenza, che ha debuttato in rete pochi mesi fa. Il sito, disponibile in tutte le lingue dei ventisette Paesi membri, permette agli utenti di conoscere le attività delle istituzioni dell’Unione europea e consultare la legislazione comunitaria.

Fonte: Alessandra Gambadoro – FiscoOggi

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