Federcontribuenti Imprese: Le imprese agricole in provincia di Latina muoiono per mancanza d’acqua

«Penuria di acqua a rischio centinaia di ettari di colture e la rabbia di decine di coltivatori». Lo dichiara il Presidente di Federcontribuenti Latina Roberto Reginaldi che aggiunge «da qualche tempo manca l’acqua nelle condutture dell’Italpioggia, sistema di irrigazione gestita dal Consorzio di Bonifica della Provincia di Latina. Il coltivatore che ne usufruisce, paga la bellezza di circa 1.200,00 per ogni ettaro di terreno, oltre ad altre tasse e balzelli sempre nelle casse
del Consorzio di Bonifica, un costo enorme soprattutto in questo periodo di gravissima crisi che ha colpito maggiormente i settori più delicati, tra cui l’agricoltura.
Da cosa dipenda questa mancanza di acqua che sta sfociando in pura rabbia da parte di molti contadini, che si vedono sfumare interi raccolti, è dovuto alla rottura di due motori che dovrebbero assicurare il normale pompaggio in tutti i settori.»  «Da molto tempo – spiega Reginaldi – sarebbero in riparazione le valvole “claps” dei due motori in questione, per cui il poco pompaggio del prezioso liquido, avviene attraverso una terza pompa che non soddisfa assolutamente la richiesta dettata dall’alta stagione».  Per il Presidente Provinciale della Federcontribuenti di Latina alla beffa si unirebbe il danno per i contadini della pianura setina costretti a pagare in ogni caso il servizio di irrigazione, «altrimenti le bollette non pagate verranno inviate a Equitalia, le cui conseguenze sono a tutti ben note. Ma i danni che stanno subendo in queste settimane i contadini, chi li pagherà? – chiede Reginaldi – Chi risarcirà interi campi andati persi per la mancanza di acqua?  Reginaldi confida in un immediato intervento da parte del presidente Carlo Crocetti che, in passato, ha mostrato grande sensibilità e massima disponibilità alle soluzioni di molti problemi legati al mondo dell’agricoltura». Problemi cui si aggiungono ancora una volta le condizioni di degrado dei canali e dello stesso fosso Brivolco, che da decine di anni è inquinato oltre misura e da altrettanto tempo sottoposto ad ordinanza di divieto d’uso, ma che attraverso le sue confluenze all’i n t er n o degli altri corpi fluviali di superfice, continua imperturbabilmente ad essere utilizzato per l’irrigazione dei campi della pianura setina, e non solo.

 

 

 

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